Una scarpa nera, in pelle scamosciata, dalla zeppa in metallo e tacco alto. La pelle è raccolta in pieghe nella zona laterale, ad altezza della caviglia, e fermata da un cinturino rosso completo di fibbia a flap.
Calzatura pericolosa, anzi già assassina: il cinturino strazia la pelle, è già una lacerazione. La cucitura richiama ferite ancora aperte e rattoppate alla bell'e meglio. Solo la punta aperta lascia intravedere il piede sano: un ultimo accenno di seduzione, prima del colpo all'arma bianca.
Ho dedicato questo modello a Barbara Steele, attrice inglese e "Scream Queen" del cinema horror italiano degli anni Sessanta. Donna dal volto particolare (fu scelta da Mario Bava per La maschera del demonio perchè era "una tipa strana" - prima faceva la modella e la frequentatrice della dolce vita romana), fu protagonista di film in cui era, di volta in volta, vittima e carnefice, sia bellezza angelica che strega o vampira. La Steele riusciva ad essere sexy e angosciante: nei film a cui partecipò, le fecero dare rasoiate agli amanti, complottare contro la vita dell'immancabile castellano, ma la fecero anche seppellire viva, torturare col fuoco, recitare il ruolo di fantasma lesbico.
Ad una figura ormai mitologica dedico la Princess Charming n. 7: della scarpa mi piace molto la quadrupla cucitura, per la quale mi sono ispirato alle cuciture delle palle da baseball. Sembrano normali fili rossi, eppure evocano violenza, forza ferina, ambizione.

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